La pelle non è solamente soggetta all'invecchiamento cronologico: a differenza degli altri organi del corpo, è direttamente a contatto con agenti aggressivi a livello ambientale (1) come il sole, l'esposizione a lungo termine alle radiazioni UV (fotoinvecchiamento) e livelli elevati di inquinamento. Questi agenti ambientali non sono soltanto fra le maggiori cause del cancro della pelle (2), ma sono anche alla base di un progressivo degradamento dello strato dermale (3) risultante in invecchiamento prematuro, rughe, pigmentazione non omogenea e perdita di tono. (4)
Le macchie della pelle (iperpigmentazione) e delle eterogeneitá nel colorito sono fra i maggiori segni dell´invecchiamento della pelle. (3) Come rivelato da una recente pubblicazione, i disordini della pigmentazione e le eterogeneitá sono esclusivamente connesse all´esposizione ai raggi ultravioletti, indipendentemente dall'età: i danni causati dall'esposizione al sole paiono essere responsabili di circa l'80% die segni dell'invecchiamento del viso per quanto riguarda le donne caucasiche. (3)
Il fotoinvecchiamento è quindi la causa principale dell'invecchiamento della pelle ed è un processo cumulativo il cui impatto dipende dal grado di esposizione al sole e dalla pigmentazione naturale della pelle. Alcune persone sono esposte ad un rischio maggiore e sviluppano forti segni di fotoinvecchiamento: persone residenti in aree geografiche soleggiate, persone con uno stile di vita all'aperto, individui la cui carnagione è chiara. (1) Inoltre, una ricerca comparativa fra la pelle della popolazione cinese e quella europea ha rivelato che la ricorrenza di macchie iperpigmentate è un segno dell'invecchiamento cutaneo prominente per le donne cinesi (severo per 30% delle donne sopra i 40 anni di età) rispetto alle donne europee - francesi in questo studio (severo per meno dell'8% di esse, indipendentemente dalla loro età). (5)
Diverse pubblicazioni hanno rivelato che l'esposizione cronica al sole causa perdite funzionali e riduce la capacità rigenerativa a livello cellulare fra l'infanzia e l'età adulta, e causa ulteriori danni con l'avanzare dell'età. (6) La pelle fotoinvecchiata dimostra anche alterazioni e danni al collagene nel tessuto connettivo: la degradazione del collagene di tipo I è del 58% maggiore con pelle irradiata con radiazioni UV rispetto a pelle non irradiata (4) secondo uno studio scientifico. Le fibre di collagene costituiscono il derma – ovvero lo strato che supporta quello più esterno, l'epidermide (6) – dando resilienza e resistenza alla pelle (7). Il collagene nel derma è degradato da un agente chiamato metalloproteinasi, i cui livelli accrescono sostanzialmente con l'esposizione ripetuta alle radiazioni UV. (4)
I trattamenti tardizionali per le macchie iperpigmentate della pelle includono, fra gli altri, idrochinone, corticosteroidi e acido kojico. Questi agenti sono schiarenti molto efficaci, ma possono avere ripercussioni sulla salute con l'uso prolungato (per esempio atrofia, carcinogenesi e altri effetti collaterali ). (8) Il retinolo pare contribuire indirettamente all'ottenimento di una pigmentazione più omogenea, nonostante non abbia una funzione schiarente diretta: migliora il processo rigenerativo delle cellule e la proliferazione dei cheratinociti. (9) Negli ultimi decenni sono stati identificati come potenziali agenti schiarenti per trattamenti topici diversi ingredienti attivi naturali derivati da piante ed estratti botanici: arbutina, aloesina, acido gentisico, flavonoidi, esperidina, liquirizia, niacinamide, derivati del lievito e polifenoli (8) costituiscono alcuni esempi. Diversi studi e pubblicazioni supportano l'ipotesi che gli estratti botanici costituiscono un'alternativa efficace e sicura ai trattamenti schiarenti tradizionali, ed incorporare questi ingredienti naturali in prodotti cosmetici e cosmeceutici applicati localmente espande significativamente l'offerta, offrendo trattamenti sempre più efficaci per le macchie iperpigmentate ed il tono non omogeneo della pelle. (8)
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(1) Fisher GJ., Kang S., Varani J., et al. (2002) „Mechanisms of Photoaging and Chronological Skin Aging“, Arch Dermatol., vol.138, n.11, pp.1462–1470
(2) Balasubramanian S., Eckert R.L. (2007) „Keratinocyte proliferation, differentiation, and apoptosis – differential mechanisms of regulation by curcumin, EGCG and Apigenin“, Toxicology and Applied Pharmacology, vol.224, n.3, pp.214–219
(3) Flament F., Bazin R., Laquieze S., Rubert V., Simonpietri E., Piot B. (2013) „Effect of the sun on visible clinical signs of aging in Caucasian skin“, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, vol.6, pp.221–232
(4) Fisher G.J., Wang Z., Datta S.C., Varani J., Kang S., Voorhees J. J. (1997) „Pathophysiology of Premature Skin Aging Induced by Ultraviolet Light“, N Engl J Med, vol. 337, pp.1419-1429
(5) Nouveau-Richard S., Yang Z., Mac-Mary S., Li L, Bastien P., Tardy I., Bouillon C., Humbert P., de Lacharrière O., „Skin ageing: a comparison between Chinese and European populations: A pilot study“ (2005) Journal of Dermatological Science, vol.40, n.3, pp.187-193
(6) Gilchrest B. (1989) „Skin aging and photoaging: An overview“,Journal of the American Academy of Dermatology, vol. 21, n.3, part 2. pp.610-613
(7) Uitto J. Collagen. In: Fitzpatrick TB, Eisen AZ, Wolff K, Freedberg IM, Austen KF, eds. (1993) “Dermatology in general medicine”, 4th ed., vol. 1, New York: McGraw-Hill, pp.299-314
(8h) Zhu W., Gao J. (2008) „The Use of Botanical Extracts as Topical Skin-Lightening Agents for the Improvement of Skin Pigmentation Disorders“, Journal of Investigative Dermatology Symposium Proceedings, vol.13, n.1, pp.20-24
(9) Yoshimura K., Tsukamoto M., Okazaki M., Virador V.M., Lei T., Suzuki Y., Uchida G., Kitano Y., Harii K. (2001) „Effects of all-trans retinoic acid on melanogenesis in pigmented skin equivalents and monolayer culture of melanocytes“, Journal of Dermatological Science, vol.27, supplement 1, pp.68-75